Tratto e rielaborato dalla tesi di Daniele Zannoni – aa 2009/2010 Laurea in Scienze Ambientali e Pianificazione del Territorio

La prima esperienza di autocostruzione in Italia: Azienda agricola La Boa
Si tratta di una casa di paglia di 480mq su due piani, con struttura portante in legno, situata a Belfiore di Pramaggiore (VE); è la prima casa in Italia ad essere autocostruita con l’aiuto di Barbara Jones e ad avere ottenuto un regolare permesso per costruire dal comune. Il titolare dell’azienda, Stefano Soldati, tiene regolarmente corsi e campi di volontariato sulle case in paglia ed è stato anche il fondatore e primo presidente dell’Accademia Italiana di Permacultura.
Nel 2003 è stato presentato un primo progetto per la ristrutturazione della casa originaria; verificato poi che in effetti era irrecuperabile, è stata fatta una variante in corso d’opera (con una relazione statica di un ingegnere per attestare l’impossibilità di intervento a ristrutturare) con le modifiche necessarie relative all’utilizzo della paglia. Non è stato sollevata alcuna obiezione da parte dell’ufficio tecnico comunale, per il fatto che fosse utilizzata la paglia come materiale per la realizzazione dei tamponamenti. I lavori per la costruzione della casa sono cominciati nel 2004. 

Strutta portante in legno e fondazioni.
Le fondazioni
Le fondazioni sono di tipo convenzionale. Realizzate in cemento armato, a travi rovesce, con un solaio di piano terra del tipo areato ad “igloo” e soletta. Sopra la fondazione sono stati realizzati due muretti in mattone pieno, a distanza di 20 cm tra loro, per raggiungere una misura esterna di 44 cm. Su questi è stata posizionata una barriera al vapore e una struttura tipo scala da 5 cm di altezza sulla quale sono appoggiate le balle di paglia.

Struttura
La struttura portante è in legno lamellare, prodotto con colle esenti da formaldeide, con controventature e piastre di acciaio di collegamento. Le balle sono state posizionate tra la struttura portante e i serramenti, senza bisogno di ulteriori picchetti che le mantengano unite tra loro. Solo nelle pareti molto grandi e senza pilastri sono state messe canne di bambù, sia all’interno che all’esterno, legate tra loro con spaghi, al fine di dare maggior rigidità alla parete. La paglia è stata autoprodotta in campi vicini gestiti in agricoltura biologica. Sono state utilizzate circa 330 balle di paglia di grano per il piano terra e 380 balle di paglia di orzo per il primo piano, per un totale di 710 balle. Le dimensioni della balla sono 1000 mm x 450 mm x 500 mm. un esorbitante aggravio dei costi.

I Muri
Le balle sono incastrate tra la struttura portante ed i serramenti, solamente sulle pareti con aree ampie è stato necessario inserire delle canne di bambù all’interno per assicurare la paglia. Per dare maggior stabilità al muro, le balle, prima di essere posizionate sono state adattate e ben compattate; in seguito il muro è stato compresso, rasato e portato a piombo con l’aiuto di un apposito martello chiamato persuasore. All’esterno applicato un intonaco in grasselle di calce a spruzzo direttamente sulla paglia, sulle arelle o sulla rete in iuta, mentre l’interno è stato intonacato in terra cruda, prelevata direttamente dal campo di proprietà. Le piastre in acciaio sono state rivestite con film in polietilene a bolle d’aria (pluriboll o bubble wrap), recuperato dagli imballaggi delle finestre, e successivamente avvolte con la rete di iuta per essere intonacate ed evitare quindi il contatto diretto con la paglia ed eliminare i ponti termici e condensazione di vapore acqueo.

 

Intonaco interno
• Prima mano di argilla e sabbia direttamente sulla paglia;
• Seconda mano di argilla, sabbia e paglia sminuzzata;
• Terza mano di argilla e sabbia fine.
L’argilla è stata prelevata dal campo adiacente alla casa. La sabbia è stata comprata.
L’ultima mano è stata tirata con frattazzo e cazzuola, in alcune pareti colorata con terre colorata oppure dipinta. 

Intonaco esterno
• Prima mano con grassello di calce e sabbia direttamente sulla paglia;
• Seconda mano grassello di calce, sabbia e paglia sminuzzata;
• Terza mano grassello di calce e sabbia.
L’ultima mano è stata tirata con frattazzo e cazzuola, infine sull’intonaco fresco è stato dato il colore.

 

Il tetto
Nessuna tecnica particolare per il tetto, che è stato costruito da un’impresa specializzata. Si tratta di un tetto convenzionale costituito da da travi, tavole, freno al vapore, quattro pannelli da 20 mm di fibra di legno pressata, listelli di ventilazione, listelli porta coppi e coppi.

Problematiche

Tra le tante questioni: le fondazioni e la struttura portante sono state sovradimensionate per il fatto che i professionisti coinvolti nel progetto non hanno valutato il peso e la capacità portante della paglia. Anche l’utilizzo di enormi piastre d’acciaio per collegare pilastri e travi

Tutto ciò ha comportato un esorbitante aggravio dei costi di realizzo.

Nel 2012 si è proseguito con l’ampliamento, già previsto dal progetto iniziale. A distanza di dieci anni, la nuova realizzazione beneficiava dell’esperienza acquisita, quindi:

  • si sono realizzate le strutture ad incastro, eliminando quindi tutte le piastre in acciaio;
  • il tetto è stato isolato con balle di paglia per arrivare facilmente ai livelli più alti di classe energetica;
  • i serramenti sono dotati di triplo vetro, basso emissivo e gas per raggiungere trasmittanze vicine ai valori performanti della paglia. 

 

 

 

 

 

 

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